Dove andiamo ?

di Umberto Cogliati
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Dove andiamo

Questa nota è una delle molte che si leggono sull’argomento e che si possono tradurre con il termine di “impotenza”

Cominciamo dalle persone di buona volontà, quelle che soffrono della condizione in cui va il mondo, molto male, ma quell’atteggiamento non basta a risolvere il problema che le angustia.

Poi a questo mondo non ci sono solo persone di buona volontà ma chissà quanti milioni di persone indifferenti nei confronti delle ingiustizie che attanagliano possiamo ben dire il genere umano.

In altre parole il nostro mondo, tutto intero, allo specchio lo vediamo in questi tre pezzi: i maligni che guidano gli stati col massimo della malvagità, gli indifferenti ai quali basta riempire la pancia, portafoglio pieno e divertirsi, e infine i più sensibili i quali si rendono conto dei tanti guasti che l’uomo sa rivolgere contro i suoi simili ma non dispone obiettivamente di strumenti per intervenire.

Immaginiamo il seguente panorama: in pochi decenni i Paesi che avevano in mano il mondo, alcuni potentissimi e armatissimi e altri, al contrappeso di questi, portatori di ideologie differenti e meno potenti, gli uni e gli altri, con altri ancora, negli arsenali la bomba atomica. Un equilibrio pauroso con metà del mondo da una parte e metà dell’altra. La situazione ha generato la cosiddetta “guerra fredda”.  Da allora quell’equilibrio si è praticamente sfaldato; e in cosa consisteva quell’equilibrio? Ognuna delle due parti supponeva che un’offesa  fatta a quell’altro poteva provocare un conflitto atomico, distruggendo il nemico e con lui l’intero mondo.

Il Cielo ha voluto che quel finimondo non si verificasse ma ciò non toglie che molte altre occasioni di guerra si crearono a prescindere dalla guerra fredda.

In questo contesto si innestò la famosissima affermazione di Papa Francesco: “Stiamo purtroppo assistendo alla terza guerra mondiale diffusa”. Il Sant’uomo, dall’alto del suo Magistero vedeva la situazione di decine di guerre in atto in tutte le parti del mondo e di questo ne soffriva molto.

Ora ci si chiede: perché tutte queste guerre? Se ne potrebbe trovare una serie di motivi, veri o inventati, uno diverso dall’altro, ma in fondo le perverse ragioni prese a pretesto sono: la  religione, l’imperialismo, la volontà di possedere altre terre, rancori e vendette per riparare dissensi del passato e altri motivi simili, ma la vera ragione è la volontà di arricchirsi, tutte vendute per giustificare una guerra sottomettendo anche la vita del popolo, ignaro e innocente, come se la vita di queste persone e famiglie di fronte a ragioni dell’arricchirsi per estrarre petrolio o altri minerali di valore debba prevalere sui popoli “conquistati”.

Comunque per avere ricchezze pagate con tante vite. A partire da quelle guerre che oggi mettiamo più in evidenza, anche come giustificazione sul piano internazionale

qui ben sapendo che nel resto del mondo non ci saranno interventi per ristabilire giustizia.

A partire  da quei conflitti che oggi ci mettono in ansia solo a pensare alle sofferenze: Ucraina e Medio Oriente, pare che in guerra ci siano altri Paesi purtroppo dimenticati ma non prive degli stessi effetti nefasti, aveva tante ragioni Papa Francesco nel vedere come contendenti che si amano che si spingono a sfruttare pretesti per spingere altre nazioni  a intraprender guerre il cui “ricavato” va anche a vantaggio di questi sporchi sponsor e nel malvagio teatro macerano quei popoli che sono eliminati o  feriti , in sostanza “ venduti” per false cause.

Abbiamo descritto uno scenario spaventoso, e allora dobbiamo chiederci: noi, nella nostra Italia, il Paese più bello del mondo, che rischi corriamo? Direte che la sto mettendo sul pessimista, ma una buona regola consiglia che le brutte avventure, o anche solo i rischi, è meglio, per quel che si può, prevenirli, preparandoci e non dormire sugli allori.

Più sopra ho “diviso” il mondo in tre parti: le riprendo:  i maligni, quelli che la guerra la fanno, i sensibili, coloro che si rendono conto dei danni della  guerra ma si rendono conto di essere impotenti a rimediare, e gli indifferenti, coloro che mangiano e bevono, si divertono, vanno in vacanza e l’ultimo dei pensieri è che la guerra possa toccare anche noi. Sbaglierò ma temo che la maggior parte di noi italiani stiano in quest’ultima categoria.

E il rischio sta proprio qui: nella nostra Europa occidentale, composta da paesi che singolarmente sono delle unità prevalenti e tali dovrebbero essere anche nella difesa delle proprie frontiere; questo non c’è perché nonostante ci sia  l’Unione Europea, non si trova un accordo per un sistema di difesa unico e valido anche nel caso dell’ingordigia di Paesi dove la democrazia è ancora un sogno: vedi Ucraina e Russia.

Noi Italia, non siamo lontani da questi “lupi” che ormai sono diventati rapaci, veri  o potenziali in tutto l’Oriente.  Si dirà: ma noi siamo nella NATO, che, sulla carta, ad un attacco contro uno dei Paesi associati dovrebbe scattare la difesa da parte di tutti gli altri. Vero, ma questo vale dove vale: mettiamo il caso dell’aggressione Ucraina da parte della Russia, nessuno dei due è membro della Nato …. E quindi se i due citati si spartissero l’Ucraina, cosa succederebbe?

Ancora tra noi; è vero che il popolo italiano ama la pace; ciò non toglie che difenderci sia nostro dovere.

E’ da poco che si è tenuto il Consiglio supremo di Difesa, col Capo dello Stato, tutte le alte Autorità dello Stato e una eccellente (ma non ottimistica) relazione del Ministro Crosetto.

Il conflitto che si deve temere, ormai ha nella Russia una tremenda avanguardia ma non ci sfugga che ai suoi confini ci sono delle potenze nelle quali la democrazia c’è e non c’è: ne cito tre: la Cina, l’India, l’Indonesia,in tema bellico, con gli interessi che circolano, e non prettamente solo economici, pensiamo cosa può significare l’Europa, col bagaglio di storia e di capacità di cui dispone.

A questo punto alla domanda “Dove andiamo?”, non è troppo facile rispondere. Ci si rende conto che l’Europa, la nostra   Europa, è presa in una tenaglia, con  almeno due colossi, uno a destra, uno a sinistra, e se  anche ad uno solo dei due venisse l’appetito di mangiarsela l’Europa, noi come finiremmo?

So che dispiace dirlo ma ogni mossa di sacrificio per contenere questo rischio, alludo all’ Ucraina, va vista nella logica di contenere un simile disastro, quindi, aggiungo, dobbiamo tenere gli occhi aperti e non tentennare come molti stanno facendo.

Il giorno che l’Ucraina perdesse con la Russia, sarà un brutto giorno per tutti noi, compresi coloro che pensano alla propria pancia piena.

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